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CNEDITORIALE
Editoriale6 ottobre 2026

Il coraggio dei giovani: l'Italia ritrova la sua faccia

L'Under 21 di Baldini travolge la Polonia e va all'Europeo, la Nazionale di Mancini rinasce in quattro partite. Il filo comune sono i ragazzi.

Di Marco Tirinato — Italian Next Gen

L'Under 21 di Baldini conquista l'Europeo con una notte da ricordare, la Nazionale di Mancini chiude la prima sosta con quattro partite che hanno restituito dignità alla maglia. Il filo che lega le due storie è lo stesso: i ragazzi.

C'è una parola che negli ultimi anni il calcio italiano aveva quasi smesso di usare: fiducia. Dopo la terza qualificazione mondiale mancata, dopo la notte di Zenica, l'azzurro sembrava un colore da maneggiare con cautela. Questi quindici giorni tra settembre e ottobre ci dicono qualcosa di diverso. Non abbiamo risolto tutto, ma abbiamo visto un'Italia che ha di nuovo il coraggio di guardare avanti, e lo fa mettendo in campo i suoi giovani.

Pescara, la notte degli azzurrini

Partiamo dalla gioia più grande. Lunedì sera all'Adriatico l'Under 21 doveva fare un'impresa: per prendersi il primo posto del girone E e l'accesso diretto all'Europeo serviva battere la Polonia con almeno due gol di scarto. Contro un avversario tutt'altro che morbido: nove vittorie su nove, appena due reti subite in tutto il cammino, una delle quali proprio dall'Italia nell'andata vinta in rimonta 2-1 dai polacchi.

Ne sono arrivati sei. Koleosho al 16', Ndour al 27' e al 54', Lipani al 59', Fini al 66' e Cherubini all'86': una goleada che è insieme verdetto e manifesto. Il gol simbolo resta quello del capitano, con Ndour che recupera palla nella propria metà campo dopo un corner avversario e beffa il portiere da distanza siderale. Ma c'è tanto altro: Koleosho che ruba palloni e serve assist, Fini che entra dalla panchina e firma il suo primo gol in Under 21, Cherubini che chiude i conti con una giocata da attaccante vero.

Il 6-2 vale il primo posto: l'Italia aggancia la Polonia a 27 punti e la scavalca grazie agli scontri diretti. E vale molto di più di un pass, perché l'Europeo di giugno 2027 in Albania e Serbia mette in palio anche la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

Il merito di Silvio Baldini è aver costruito un gruppo che non si è sciolto nei momenti difficili. La sconfitta di Stettino, arrivata nel finale dopo una buona prestazione, poteva lasciare il segno. Così come la fatica di giovedì a Yerevan, quando l'Armenia è stata piegata solo da un gol di Alphadjo Cissè al 95'. Invece la squadra è arrivata a Pescara, la città dove Baldini aveva riportato il Pescara in Serie B, e ha giocato la partita perfetta davanti a oltre 9.400 spettatori. È il segno di un allenatore che ai suoi ragazzi ha dato regole chiare e libertà di osare.

Mancini, quattro partite per rimettere in piedi una squadra

Sull'altra panchina, Roberto Mancini ha vissuto undici giorni intensissimi. Il ritorno è cominciato male, e va detto: lo 0-2 casalingo con il Belgio all'Olimpico, tra i fischi. Ma la risposta è arrivata subito. Poi il 4-1 in Turchia, l'1-1 in Francia e il 3-1 alla Turchia a Bologna: risultati in crescendo che portano gli azzurri al secondo posto del Gruppo A1 con 7 punti, dietro la Francia e davanti a Belgio e Turchia.

La partita che ha cambiato la percezione è stata quella di Saint-Denis. Contro la Francia di Zidane, all'esordio in casa da commissario tecnico, l'Italia ha sofferto ma ha giocato da squadra. Al vantaggio di Olise su punizione ha risposto Bastoni, mentre Donnarumma ha tenuto in piedi il risultato con una serie di interventi decisivi. Non una vittoria, ma un pareggio che pesa come un'affermazione di identità. Poi Bologna, con nove cambi rispetto a Parigi e la staffetta Scamacca-Pio Esposito che regala due gol: la prova che il gruppo è lungo e che chi entra non abbassa il livello.

Il vero tesoro: i debuttanti

Ma il dato più importante, per chi come noi segue ogni passo della nuova generazione azzurra, è un altro. Mancini ha diramato una lista extra large di 34 convocati e non ha avuto paura di usarla. Sono stati sette gli esordienti in questa sosta: Alessandro Romano, Issa Doumbia, Mohamed Alì Zoma, Michael Kayode, Sebastiano Esposito, Matteo Ruggeri e Antonio Vergara. Con Vergara, entrato allo Stade de France, salgono a 64 i giocatori che hanno debuttato in Nazionale con Mancini in panchina.

Non sono state presenze di cortesia. Romano è la storia più bella: dall'errore che ha aperto la strada al primo gol del Belgio alla prestazione da gigante contro la Turchia. Un ragazzo che sbaglia all'esordio, viene confermato e risponde: è esattamente il tipo di gestione che mancava. Doumbia ha portato fisicità e corsa in mezzo al campo, Seba Esposito e Vergara hanno acceso le fasce, e la prospettiva di vedere insieme i fratelli Esposito non è più una curiosità ma una possibilità concreta.

Una sola direzione

Ecco perché queste due storie vanno lette insieme. L'Under 21 che domina la Polonia e la Nazionale maggiore che rinasce in quattro partite raccontano la stessa cosa: l'Italia ha talento, e quando gli concede spazio e fiducia il talento risponde. Ndour, Koleosho, Lipani, Cherubini e Fini da una parte; Romano, Doumbia, Kayode, Vergara e Pio Esposito dall'altra. Una filiera che finalmente comunica, con i ragazzi che crescono nell'Under 21 e trovano dall'altra parte un commissario tecnico disposto a chiamarli.

A novembre ci aspettano Italia-Francia a San Siro e la trasferta in Belgio, mentre l'Under 21 attende il sorteggio dell'Europeo. Ci saranno altri passi falsi, è inevitabile. Ma per la prima volta da tempo possiamo dire che l'azzurro ha una strada, e che quella strada la stanno tracciando i giovani.

⚽ Cher Ndour · Luca Koleosho · Luca Lipani · Seydou Fini · Luigi Cherubini · Alphadjo Cissè · Alessandro Romano · Issa Doumbia · Michael Kayode · Antonio Vergara · Francesco Pio Esposito
Euro U21 2027Nations League