Doumbia, la rinascita azzurra del centrocampista ritrovato
Dalla Serie C al palcoscenico internazionale in due anni. Il centrocampista impressiona nella Nations League e giustifica l'investimento dello Sporting Lisbona, che aveva visto più lungo di tutti.
Issa Doumbia ha esordito da titolare in Nazionale contro la Turchia mostrando il meglio della sua versatilità: fisicità imponente unita a qualità tattica, con l'intensità che lo contraddistingue in ogni azione. L'episodio decisivo arriva all'87', quando il suo recupero di palla e la successiva progressione portano al gol di Pio Esposito e dimostrano come il ragazzo classe 2003 possieda le credenziali per competere a livello europeo.
La sua ascesa racconta di una scoperta tardiva. Nei circuiti professionistici italiani in pochi ne riconoscevano il valore quando il Venezia lo prelevò dall'Albinoleffe con un investimento di un milione di euro nell'estate 2024. Prima, in Serie C, aveva accumulato presenze importanti: 37 partite nel 2022-23 con un gol e quattro assist, quindi 33 match l'anno successivo con due reti e un assist. Lo strapotere atletico era evidente, come pure la capacità di inserirsi in zona di gol e la solidità nel duello fisico. Caratteristiche che avevano attirato l'attenzione del direttore sportivo Antonelli, il quale costruisce il suo progetto proprio su talenti giovani da sviluppare.
Nella stagione in Serie A con il Venezia, Doumbia colleziona 24 presenze in una squadra destinata alla retrocessione. L'anno successivo, in cadetteria, la trasformazione diventa concreta: il centrocampista mette a referto 10 gol e 6 assist in 38 gare ufficiali, prendendosi la scena nella rimonta della promozione, in particolare nel match decisivo contro il Frosinone. Proprio questa visibilità ha spinto lo Sporting Lisbona a investire 20 milioni di euro più bonus per assicurarsi il suo cartellino.
Al di là dei numeri, c'è un aspetto su cui ancora deve crescere: la continuità di concentrazione. Spesso in Serie B è sembrato proteggere il pallone con leggerezza, convinto di poter surclassare gli avversari. In una piazza europea, questo difetto può risultare decisivo. L'esperienza internazionale sarà cruciale per levigare questi spigoli.